BATTLE ROYALE II: REQUIEM

movie1251.jpgTitolo originale: Batoru rowaiaru II: Chinkonka
Traduzione titolo: Battaglia Regale II: Requiem
Anno: 2003
RegiaKenta Fukasaku, Kinji Fukasaku  Sceneggiatura: Norio KidaKenta Fukasaku Cast: Tatsuya Fujiwara, Shûgo OshinariAi MaedaRiki Takeuchi


Violenza:
 
Sesso:


Trama:
In una realtà distopica, dove i giovani hanno perso qualsiasi fiducia negli adulti, il governo proclama il Battle Royal Act, ovvero una legge che prevede il prelevamento annuale di una classe di studenti scelta a caso, col fine di farli ucciderli tra di loro su un’ isola disabitata. Dopo 3 anni dai fatti accaduti durante l’ ultima Battle Royale, Shuya Nanahara (Tatsuya Fujiwara) uno dei pochi sopravvissuti, forma un gruppo terroristico chiamato “Wild Seven” e dichiara guerra agli adulti di tutto il mondo. In risposta, il governo proclama una legge anti-terrorismo chiamata BRII che consiste nel prelevare una classe di studenti, munirli di armi e costringerli a stanare il gruppo terrorista di Nanahara. La pena per la resistenza è l’ esplosione del collare indossato dai 41 studenti, i quali partono per l’ isola dove si sono nascosti i “Wild Seven”.

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AUDIO:  SUB: 
“Fansub a cura del Bowling Ball Fansubs. Il gruppo lavora al solo scopo di promuovere l’animazione. Qualora le opere sottotitolate dovessero essere licenziate, fermate la distribuzione e supportate l’animazione in Italia acquistando i prodotti originali”

Recensione film:
Ci sono alcuni sequel che possono essere tranquillamente visti anche se ci si è fatti scappare il primo capitolo, quello originale. Ad esempio un Aliens – Scontro Finale o un Terminator 2. Ma questo non è proprio questo il caso. In questo caso se non si è potuto vedere Battle Royale, allora non ci si capisce nulla. Ma proprio nulla, troppi riferimenti a persone e fatti precedentemente apparsi sugli schermi 3 anni prima. Ispirato dall’ omonimo romanzo di Koushun Takami il leggendario regista Kinji Fukasaku gira nell’ anno 2000, all’ età di 70 anni, Battle Royale. Il successo internazionale della pellicola genera questo sequel, che in superficie può sembrare realmente un seguito del primo, ma per un cineamatore attento, ci troviamo ad avere a che fare con ben altro. L’ occhio dello spettatore non può che essere soddisfatto dalla buona riuscita di numerose scene (alcune splatter, alcune romantiche ma soprattutto molta azione), seppur è abbastanza palese che l’ intera operazione gode di una produzione ben più ridotta del film a cui deve la genesi (detto in termini spicci, ci sono meno soldi a questo giro). Il film risulta più sottotono del predecessore anche e soprattutto per lo spiacevole fatto che il regista Fukasaku venne a mancare proprio durante le riprese del film che toccò al figlio Kenta Fukasaku terminare, con risultati dopotutto niente male, se si considera che per Kenta fu la sua prima prova da regista. Le persone più smaliziate e che amano guardare tra le righe non potranno fare a meno di notare che questo film cavalca l’ attualità dei fatti dell’ 11 Settembre, muovendo una forte critica fuori dal coro agli Stati Uniti d’ America. Il primissimo riferimento visivo si trova nell’ incipit, quando si vedono dei palazzoni di Tokyo che crollano durante un attacco terroristico, guarda caso spicca il crollo di due palazzi di eguale altezza come le Twin Towers abbattute il 9/11/2001 da un attacco proveniente (dicono) da cellule figlie del terrorismo Afgano. I terroristi del film si sono rifugiati per 3 anni guarda caso in un paese che assomiglia in tutto e per tutto all’ Afganistan. Inoltre, si menziona spesso un certo Paese (a Riki Takeuchi gli scappa proprio di bocca) che non fa altro che bombardare paesi di tutto il mondo imponendo la propria egemonia. Questo è alla fine il tema principale del film, la resistenza dei popoli contro l’ egemonia di un potere arrogante, l’ ultimo messaggio di Kinji Fukasaku, lui che è nato nel 1930 e a 15 anni ha visto le atomiche degli Stati Uniti devastare il suo Paese, lui che ha visto le sanguinose rivolte degli anni ’70, chiude definitivamente con questo film e con la sua vita, tutto il cinema rivoluzionario (delle lotte armate di fucili o di macchina da presa) della generazione di registi attivi prima dei 2000. Passa il testimone al figlio Kenta con un dolce messaggio di speranza nel finale. Il film è pieno di messaggi che riempiono il cure e c’è meno spazio per le piccole storie umane dei singoli studenti, elemento che ha senz’ altro fatto la fortuna del primo capitolo. Difatti BRII non fu un successo al botteghino, nè a livello internazionale. Secondo me è stata colpa della capigliatura di Tatsuya Fujiwara.


Curiosità:

1) A Quentin Tarantino fu proposto di interpretare il Presidente degli Stati Uniti, ma il regista declinò per mancanza di tempo.
2) Una versione Director’s Cut chiamata Battle Royale II: Revenge è stata editata con 22 minuti in più la maggior parte dei quali dedicati all’ approfondimento delle storie degli studenti.
3) Da questo film è stato tratto un manga dal nome omonimo.
4) Nella pellicola ci sono ben due guest: Takeshi Kitano e Sonny Chiba. 5) Riki Takeuchi interpreta un maestro di scuola e tiene il suo “vero” nome, esattamente come Takeshi Kitano nel primo capitolo dell dittico.


Home Video:
Tartan Asia Extreme (dvd), Palisades Tartan (3 discs dvd) Anchor Bay (BR complete collection 4 discs Blu-Ray)
Reperibilità:


Consigliato a:
 chi è rimasto entusiasmato dal primo e ne vuole ancora un po’, costi quel che costi
Sconsigliato a: chi spera di vedere un gran bel film come l’ originale

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