TAG

Titolo originale: Riaru Onigokko
Traduzione titolo: Acchiapparella reale
Anno: 2015
Regia: Sion Sono
Sceneggiatura: Sion SonoYûsuke Yamada 
Cast: Reina Triendl, Mariko Shinoda, Erina Mano


Violenza:

Sesso:


Trama:
La vita di Mitsuko (Reina Triendl), giovane studentessa liceale, viene bruscamente sconvolta da visioni di morte incredibilmente reali che la inquietano al limite della follia. Le sue compagne di classe cercano di rassicurarla e la portano al lago. Man mano che passa il tempo però Mitsuko continua a vivere delle esperienze inspiegabili fino ad assumere identità diverse destinate a situazione ancora più inspiegabili. Sembra che la ragazza sia condannata a vagare nello spazio/tempo e ad assumere identità diverse, inseguita da delle figure misteriose e violente. Solamente grazie ai consigli di Aki (Yuki Sakurai) la sua migliore amica, Mitsuko riuscirà finalmente scoprire il perchè di questi spaventosi accadimenti, tuttavia la verità si rivelerà ancora più spaventosa.

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AUDIO:  SUB: 
“Fansub a cura del Bowling Ball Fansubs. Il gruppo lavora al solo scopo di promuovere l’animazione. Qualora le opere sottotitolate dovessero essere licenziate, fermate la distribuzione e supportate l’animazione in Italia acquistando i prodotti originali”

GALLERY:

Recensione film:
Quella preso in esame in questa recensione è una delle fatiche più recenti del regista nipponico Sion Sono su cui ultimamente sono puntati i riflettori internazionali. Bisogna subito premettere che Tag non è un’ opera originale, ma il quarto capitolo di una serie di film (più una miniserie tv) che nascono dal romanzo “Riaru Onigokku” (leggi “Real Onigokku“) dello scrittore Yûsuke Yamada. Questa serie di altre produzioni non è conosciuta con il nome di Tag ma si chiama The Chasing World. Il motivo per cui i nomi sono differenti non mi è molto chiaro ma vi spiego brevemente che i due titoli si riferiscono al comunissimo gioco dell’ “acchiapparella“. Niente paura, capirete il perchè dopo aver visto il finale del film. Proprio al momento del finale, e quindi della conclusione della mia visione, devo confessarvi di essere rimasto leggermente interdetto. Dopo tutta la carrellata di capolavori sopra le righe del maestro Sono, mi aspettavo qualcosa come Why Don’t You Play In Hell? quantomeno. E invece, se paragonata alle migliori produzioni del maestro, mi trovo a guardare una pellicola oggettivamente di fattura inferiore dove la recitazione lascia un po’ a desiderare (i protagonisti sono per la maggior parte attori televisivi) e gli effetti speciali sono quasi esclusivamente affidati ad una computer grafica non troppo felice che lascia un po’ l’ amaro in bocca, poichè ci si rende conto che siamo in presenza di una forte riduzione di budget rispetto agli standard del regista prodigio. Questo per quanto riguarda la perplessità che ho provato, altra caratteristica che non mi aspettavo è il ritorno al cervellotico, come in Noriko’s Dinner Table e Strange Circus. Prima di alzare gli occhi al cielo, non pensiate che non manchino scolarette impazzite squartate e sbrindellate in tutti i modi!!! Ce ne sono a palate!!! La parte ludica rappresenta comunque la spina dorsale di questo film, ed è appunto questa sinergia di giappotrashsplatterdemenza e grandissimitripchesoloigiapponesisipossonofaresenzadrogarsi che rende questo film degno di essere visto. Addirittura c’è anche lo spazio per commuoversi intensamente oltre che per divertirsi. Forse sono stato un po’ troppo severo ma sono troppo innamorato del Sono di Love Exposure. Comunque li nostri amati aspetti allucinanti non mancano e ripeto che questo film merita di esser visto almeno una volta, con la dovuta concentrazione, senza farsi troppo distrarre dai momenti demenziali e angoscianti allo stesso tempo.


Curiosità:
Remake del film Riaru Onigokko del 1998


Home video:
 WVG Medien GmbH (dvd) 
Reperibilità: eeeeee


Consigliato a:
 chi vuole iperstimolare il proprio cervello con qualche divagazione schizzofrenica
Sconsigliato a: chi ha la puzza sotto al naso (qua di puzza ce n’è anche troppa)

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