EVIL DEAD TRAP

Titolo originale: Shiryô no wana
Traduzione titolo: /
Anno: 1988
Regia: Toshiharu Ikeda
Sceneggiatura: Takashi Ishii
Cast: Miyuki Ono, Aya Katsuragi, Hitomi Kobayashi


Violenza:

Sesso:


Trama:
Nami Tsuchiya (Miyuki Ono) è la conduttrice di “Late Night Show“, un programma televisivo notturno in cerca di un servizio bomba che ne alzi gli ascolti. Come per destino, una vhs recapitatale da un anonimo, attira la sua attenzione a causa delle efferatezze raffigurate nel video. Si tratta infatti di uno snuff movie. La conduttrice televisiva raduna subito una troupe e si reca nel luogo del presunto omicidio, ma apparentemente la spedizione si rivela un insuccesso. Solamente scarti e macerie post – industriali. Ad un tratto, senza preavviso comincia l’ orrore.

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Sottotitoli a cura di Bambino delle Stelle
Sincronizzati da Dead Sushi

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Recensione film:
Diretto da Toshiharu Ikeda e sceneggiato da Takashi Ishii (padre della serie splatter Angel Guts che debutta proprio lo stesso anno) due personaggi che si sono fatti le ossa alla Nikkatsu, la quale, proprio in quel periodo, aveva cessato la produzione dei suoi famosi Roman Porno o Pinku Eiga (film erotici). Evil Dead Trap è un j-horror bello tosto e oscuro, infarcito di dolci donnine dai destini orribili, uccise nei modi più truculenti e sanguinari. Un j-horror anomalo perchè, al contrario dell’ abitudine dei giapponesi ad essere irriducibilmente isolani, questo film guarda di buon occhio il cinema horror europeo e americano in voga ai quei tempi. Molte persone leggerebbero l’ effetto shaky cam (la soggettiva che avanza velocemente), per esempio, come una scopiazzatura dal film La Casa di Sam Raimi anche perché il titolo del film può rimandare (Evil Dead è il titolo originale de La Casa), ma il mio parere è che la frenesia con cui è guidata la macchina da presa assomigli di più alle soluzioni ipercinetiche di Shin’ya Tsukamoto che aveva già sperimentato in quel prodromo di Tetsuo: Iron Man che è Phantom of Regular Size, opera prima del 1986 (ai posteri l’ ardua sentenza). Nelle sue interviste Ikeda infatti nega di aver scopiazzato da Raimi, neanche dal cinema giallo italiano. Non si può negare però, secondo la mia opinione, che le atmosfere, gli effetti speciali, i metodi di uccisione del killer e la fotografia complessiva, sia farina un omaggio al cinema di Fulci e soprattutto di Argento. Per non parlare poi della colonna sonora pericolosamente simile a quella di Suspiria. Poi a me il finale ha fatto venire in mente La Casa dalle Finestre Che Ridono. Non voglio dire adesso che questo film non mantenga le tipiche psicosi visive e le deviazioni formali proprie del cinema giapponese, anche in questa pellicola, infatti, possiamo vedere gli effetti devastanti delle bombe atomiche. Lo vediamo bene nella location principale. Scarti arrugginiti ovunque e televisioni rotte dappertutto. Televisioni che riproducono violenza, sono quelle le televisioni da cui uscirà Sadako (vedi Ringu) anni più avanti. Evil Dead Trap non è un comune j-horror. E’ un’ esperienza a sè stante. E’ un film godibile con i suoi ritmi e il suo fascino, da scoprire, riscoprire e goderselo fino all’ ultima goccia di sangue.


Curiosità:
le attrici di questo film sono attrici di film erotici


Home video:
 Japan Shock (dvd)
Reperibilità:


Consigliato a:
 appassionati di j-horror e atmosfere anni ’80
Sconsigliato a: chi necessita di trame coerenti

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