FOCUS ON: PINKY VIOLENCE – TEPPISTE IN GONNELLA

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Il termine pinky violence si riferisce ad una branca particolare del genere pinku eiga (letteralmente “pellicola rosa” riferendosi al rosa dei corpi nudi), ovvero del cinema erotico giapponese promosso in maggior parte dalla casa di produzione Nikkatsu. Compilando questo speciale, ho pensato che fosse più interessante evitare di limitarmi solamente all’ aspetto cinematografico, e di mettere insieme anche una specie di storiografia che potesse introdurre quelli che sono stati i fenomeni sociali che hanno dato vita poi a questo tipo di cinema molto popolare tra i giovani e che durò dalla fine degli anni ’60 alla fine degli anni ’80, avente il suo picco massimo durante la prima metà degli anni ’70. Se non siete interessati alla storiografia potete scorrere fino a raggiungere l’ ultima parte che riguarda esclusivamente la sezione cinematografica.

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STORIOGRAFIA SOCIALE:
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NASCITA DEI FURYO:
Tutto incomincia nel Giappone del dopoguerra, dove la vita era dura e quasi impossibile. I raid aerei avevano lasciato milioni di persone senza una casa e, sempre a causa della guerra, le riserve alimentari erano al limite giacchè i raccolti erano molto scarsi. Il rimpatrio forzato di giapponesi che vivevano in altri paesi dell’ Asia (più di 5.1 milioni di giapponesi ritornarono in Giappone durante i 15 mesi successivi al 1 Ottobre 1945) aggravò molto il problema della fame, e per giunta l’ inflazione salì alle stelle, cosicchè le persone dovettero rivolgersi al mercato nero sia per sfamarsi che per dimenticare i problemi tramite il largo uso di alcool e droga. La frase “Shikata ga nai” (“nessuno può farci niente“) divenne una frase diffusa durante l’ occupazione americana, esprimendo il senso di rassegnazione del popolo. Fu in questo clima duro e difficile che iniziò il fenomeno delle bande giovanili di disadattati comunemente definiti Furyō.

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FURYO – TEPPISTI DEL DOPOGUERRA:
La parola Furyō ha molteplici significati ma tutti esprimono il concetto di “Ragazzaccio” (Furyō Kōi Shōnen) oppure “Ragazzaccia” (Furyō Kōi Shōjo). Gli usi possono essere associati al livello più basso della scala gerarchica delle famiglie yakuza, oppure a mototeppisti, oppure a ribelli o piccoli criminali. I Furyō vestivano sandali tradizionali, i tradizionali pantaloni da lavoro chiamati nikkapokka, e le più orrende camicie hawaiiane, come affronto del rigido senso del pudore della società nipponica (perchè rappresentavano uno stile americano nell’ immaginario collettivo, e quindi gli oppressori del momento). Chiaramente per essere chiamati “delinquenti” doveva esserci una buona ragione, spesso infatti i Furyō erano veri e propri agenti del mercato nero e della micro-criminalità.

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KAMINARI ZOKU – I BIKERS DEL SOL LEVANTE:
La particolarizzazione dei Furyō avviene durante gli anni ’50 con l’ avvento delle sub-culture giovanili, quella dei Kaminari zoku (ovvero “La banda del tuono” dai rumori delle moto) e dei Banchō. I Kaminari zoku erano bande di motociclisti che si ispiravano al look dei rockers inglesi e dei teddy boys americani, all’ interno di queste bande trovavano spesso asilo ex soldati e addirittura ex piloti kamikaze trovatisi improvvisamente nullafacenti. Il senso di appartenenza e lo spirito di gruppi erano punti saldi del loro modo di pensare e spesso ciò si rifletteva negli indumenti, diventati vere e proprie divise da sfoggiare con annessi marchi distintivi della banda di appartenenza. Oggigiorno la cultura Kaminari zoku sopravvive grazie alla musica rockabilly (massimo esponente della musica dei bikers era Johnny Ōkura con la sua band “Cool’s”) ascoltata dai nostalgici rockers che si radunano ogni Domenica nel parco di Yoyogi a Tokyo. Due bellissimi e flippatissimi film sui bikers nipponici sono Crazy Thunder Road e Burst City entrambi del regista Shogo Ishii.

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BANCHO – RIBELLI A SCUOLA:
Banchō è invece un termine che veniva usato per indicare i teppisti più delinquenti delle scuole medie e dei licei (chiaramente si parla di scuola pubblica in quanto c’è una enorme differenza tra scuola pubblica e privata in Giappone, come del resto in tutto il mondo). Questo tipo di sub-cultura giovanile ha avuto il suo picco durante gli anni ’60 per poi morire nei ’70 rimanendo unicamente nell’ immaginario collettivo immagazzinato e riproposto da manga, anime e cinema. I Banchō erano piccoli delinquenti ribelli che imitavano il comportamento degli yakuza in quanto a controllo del territorio, estorsioni, scala gerarchica, bullisimo, risse e intimidazioni. Coloro che si distinguevano dominando altri Banchō anche di scuole differenti erano chiamati Sōban e invece i Banchō delle scuole elementari erano chiamati Gakitaishō.

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SUKEBAN – BULLI AL FEMMINILE:
Veniamo qui alla vera e propria risorsa culturale da cui attinge il cinema pinky violence, ovvero il fenomeno delle gang femminili composte dalle Sukeban (in italia suonerebbe come “Bulla” ma il concetto è tradotto meglio in inglese come “Girl Boss” o “Delinquent Girl Boss”): vera e propria versione in gonnella dei Banchō. Le ragazze ribelli furono oro per gli sceneggiatori di decine e decine di pellicole tra anime e film sia per la TV che per il cinema, durante tutti gli anni ’70 fino a tutti gli anni ’90, periodo che vide il calo di poplarità delle Sukeban in virtù delle Kogals (le quali si radunano nel quartiere di Shibuya a Tokyo), una versione un po’ più acqua di rose. Il look delle Sukeban era la divisa della propria scuola e un taglio di capelli aggressivo e considerato fuori moda. Durante la metà degli anni ’60 i gruppi variavano di dimensioni partendo dal Tokyo’s United Shoplifters Group che contava 80 membri alla Kanto Womens’ Delinquent Alliance che contava addirittura 20’000 ragazze da tutto il Giappone occidentale. Il picco del fenomeno fu durante la metà degli anni ’70 con l’ ascesa alla ribalta della più tosta Sukeban di tutti i tempi, ovvero K-Ko the Razor, che comandava un esercito personale di 50 guerriere. Il suo nome deriva dall’ arma che usava: un rasoio affilato che teneva avvolto in un panno infilato tra le tette, si dice che aveva una capacità inumana di estrarlo e sfregiare la faccia del proprio nemico/a. La violenza che vivevano queste ragazze non era rappresentata solamente dagli scontri con altre bande, ma anche da regolamenti di conti interni. Il codice di comportamento interno delle Sukeban era infatti un codice severissimo e chiunque trasgrediva veniva punito spesso con punizioni corporali. Le punizioni corporali potevano essere dallo spegnimento di una sigaretta su una parte scoperta del corpo (come si vede in vare pellicole pinku eiga / pinky violence) al linciaggio vero e proprio. La mancanza di rispetto verso i membri più anziani, parlare con i nemici del gruppo, essere beccate mentre ci si drogava (nonostante questo era comune tra le Sukeban sniffare colla), tradire il proprio fidanzato oppure fare le civette con l’ altro sesso erano i motivi più comuni per essere punite. Vestirsi in modo provocante o troppo sexy era considerato negativamente, nonostante le Sukeban erano molto sensibili per quanto riguardava le questioni di cuore e di sesso. Con gli anni ’80 e con l’ avvento della maturità per queste ragazze, finisce il fenomeno giovanile delle bande di teppiste il cui atteggiamento (o se vogliamo “stile di vita”) alberga ancora come mito negli animi delle “ragazze contro” moderne e sopravvive ancora oggi nell’ immaginario collettivo culturale giapponese.

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YANKI E BOSOKU – I GIORNI NOSTRI
Dovrei fermarmi qui ma tuttavia mi sento per correttezza “storica” di precisare che ai giorni nostri queste sub-culture giovanili sono tutte state rimpiazzate dai cosidettiYankī e dai Bōsōzoku. Le due culture sono molto simili, entrambe idealizzano la moda e i comportamenti dei loro “predecessori ribelli” (ovvero le tipologie viste prime) e lo spirito combattivo dei samurai e dei kamikaze. Fanno proprie gli aspetti più superficiali della cultura yakuza e la cultura biker in un mischione di oggettivo cattivo gusto estetico e arroganza, forse l’ unica differenza tra i due gruppi è che i Bōsōzoku sono Yankī  che effettivamente si possono permettere una moto! Il termine Yankī è chiaramente una derivazione nipponica del termine Yankee che sta semplicemente per “americano“. Il motivo è da cercare nell’ area di “Amerika-mura“, una zona piena di outlet e night club di ispirazione occidentale situata a Osaka, nel quartiere di Minami. Durante gli anni ’70 molti giovani che si sentivano soffocati dalle regole della società e cercavano dei simboli che li distinguessero, si davano a questa moda ribelle che prevedeva indossare occhiali e giubbotti da aviatore, camicie hawaiane e conciarsi i capelli esagerando spesso il look alla Elvis, sfoggiando banane fuori misura. I comportamenti erano quelli dei vecchi Banchō, ovvero fumare e sniffare colla, facendo i bulli e ritrovandosi sul tetto dell’ istituto superiore che si frequentava. Chiaro simbolo che non passa inosservato è la tipica giacca tokko fuku, uno spolverino che arriva fino a terra su cui vi sono cuciti gli emblemi della propria gang e/o sono applicati veri e propri slogan intimidatori o di incitamento. Durante gli anni ’80 e ’90 ogni tipo di media giapponese si è occupato di questo fenomeno generando opere indimenticabili come Due Come Noi, Crows, Worst, GTO, QP, Classe di Ferro (ovvero Sakigake!! Otoko Juku) nei manga e nelle rispettive versioni anime, e per quanto riguarda il cinema il fenomeno ha avuto il suo picco più popolare grazie a Takashi Miike e alla sua versione di Crows Zero e Crows Zero II, ma è tutt’ora oggetto di sfruttamento come nei recenti Kamikaze Girls, Ikebukuro Yankee War, Yanki Lawyer, Yanky Teacher, Yanki Princess, Yanki Teacher e via dicendo.

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SEZIONE CINEMATOGRAFICA:
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Tutto cominciò quando la Toei si decise a fare quel passo sfrontato che già il regista americano Roger Corman compì con i suoi La Ragazza del Gruppo, Giovani Delinquenti e L’ Adolescenete Bambola verso la fine degli anni ’50 e così produsse la prima pellicola pinky violence, ovvero Delinquent Girl Boss: Blossiming Night Dreams, lanciando l’ astro nascente Reiko Oshida che tornerà come attrice nella serie nel quarto e ultimo capitolo Delinquent Girl Boss: Worthless to Confess, ricordata in particolare tra le altre starlettes perchè nonostante fosse una bellissima ragazza, non si spogliò mai davanti alla macchina da presa (sigh!). La differenza per l’appunto con il cinema sulla ribellione giovanile proveniente dagli States è proprio la presenza di scene libidinose dove la rivoluzione sessuale è molto più esplicita tanto da incanalare il pinky violence proprio all’ interno del genere erotico nipponico. La risposta alla serie Delinquent Girl Boss della Toei la diede la Nikkatsu in grande stile con la serie di 5 film Stray Cat Rock che vede brillare Meiko Kaji nel ruolo di protagonista (a discapito di Akiko Wada). Mettere sotto contratto cantanti pop per utilizzarle poi come protagoniste era prassi comune. La Nikkatsu da allora cominciò a contraddistinguersi per aver dato vita al genere pinku eiga ovvero il cinema erotico (i loro film vennero addirittura chiamati roman porno, ovvero “porno romantici“), la Kaji per paura di essere bollata come attrice porno scappò a gambe levate e firmò un contratto con la Toei che la rilanciò con la celebre serie di Sasori (conosciuta anche come Female Convict Scoprion) composta da 4 pellicole (senza contare il recente remake) rimaste tutt’ ora impresse indelebilmente nell’ immaginario collettivo giapponese. La Toei continuò il suo attacco con una serie dall’ esplicativo e sintetico nome Sukeban (Girl Boss) aventi come protagoniste due star d’ eccezione come Reiko Ike e Miki Sugimoto interpreti di capolavori ad alto contenuto erotico / drammatico come Sex and Fury Female Yakuza Tale: Inquisition and Torture (dove Reiko Ike la fa da padrona), e come il primo capitolo della serie Zero Woman (la serie più longeva ma anche quella più “bastarda” perchè fatta di numerosi sequel considerati “apocrifi”) ovvero Zero Woman: Red Handcuffs dove invece è la Sugimoto a condurre le danze con il suo sguardo intenso e drammatico. Le due dive reciteranno assieme poi nell’ indimenticabile Criminal Woman: Killing Melody e nella serie di 4 film Terrifying Girls’ High School sempre prodotta dalla Toei non paga del successo avuto con le serie precedenti. Per dovere di completezza citiamo anche il minore School of the Holy Beast sempre dell’ attivissimo regista Norifumi Suzuki (il maggior regista del genere). Anche la Daiei e la Toho ci provarono, la Daiei nel 1970 con la serie di 4 pellicole High School Boss e la Toho nel 1972 ma l’ unica pellicola che riuscì fu Rika: The Mixed-Blood Girl che generò poi due sequel dando vita ad una apprezzabilissima trilogia. Dopo il successo degli anni ’70 il genere  confluì nel mercato televisivo nei successivi ’80 con serie di successo come Rebellion League of Girls In Sailor Uniform o Flowers of the Asuka Gang e la più celebre di tutte Sukeban Deka.

LE PROTAGONISTE DEL PINKY VIOLENCE:

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MEIKO

REIKOI

REIKO

RIAOK

FILMOGRAFIA PARZIALE DEL GENERE PINKY VIOLENCE:

#STRAY CAT ROCK
SERIE (NIKKATSU) IN ORDINE CRONOLOGICO:

STRAY

– Stray Cat Rock: Delinquent Girl Boss
(Nora-neko rokku: Onna banchô  -1970)
– Stray Cat Rock: Wild Jumbo
(Nora neko rokku wairudo janbo – 1970)
– Stray Cat Rock: Sex Hunter
(Nora-neko rokku: sekkusu hantaa -1970)
– Stray Cat Rock: Machine Animal
(Nora-neko Rokku: Mashin Animaru – 1970)
– Stray Cat Rock: Beat ’71
(Nora-neko rokku: Bôsô shudan ’71 – 1971)

 

#GIRL JUNIOR HIGH SCHOOL
SERIE (NIKKATSU) IN ORDINE CRONOLOGICO:

JU

Girl Junior High School: Bad Habit
(Joshi Gakuen: Warui asobi – 1970)
Girl Junior High School: Trouble at Graduation
(Joshi Gakuen: Yabai sotsugyo – 1971)
Girl Junior High School: Too Young to Live Like This

 

#DELINQUENT GIRL BOSS
SERIE (TOEI) IN ORDINE CRONOLOGICO:

DEL

Delinquent Girl Boss: Blossoming Night Dreams
(Yume Wa Yoru Hirakua – 1970)
Delinquent Girl Boss: Tokyo Drifters
(Zubekô banchô: Tôkyô nagaremo no – 1971)
Delinquent Girl Boss: Ballad of Yokohama Hoods
(Zubekô banchô: Hamagure kazoe uta – 1971)
Delinquent Girl Boss: Worthless to Confess
(Zubekô banchô: zange no neuchi mo nai – 1971)

 

#GIRL BOSS
SERIE (TOEI) IN ORDINE CRONOLOGICO:

GIRL BOS

Girl Boss Blues: Queen Bee’s Counterattack
(Mesubachi no gyakushu – 1971)
Girl Boss Blues: Queen Bee’s Challenge
(Sukeban burusu: mesubachi no chosen – 1972)
Girl Boss Guerilla
(Sukeban gerira – 1972)
– Girl Boss Revenge
(Sukeban- 1972)
– Girl Boss: Escape From Reform School
(Sukeban: Kankain dassô – 1973)
– Girl Boss: Diamond Showdown
(Sukeban: Taiman shobu – 1974)
– Girl Boss: Crazy Ball Game
(Sukeban: Tamatsuki asobi – 1974)

 

#SASORI(a.k.a. FEMALE CONVICT SCORPION)
SERIE (TOEI) IN ORDINE CRONOLOGICO:

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Female Prisoner #701: Scorpion
(Joshuu 701 Go – Sasori – 1972)
– Female Convict Scorpion: Jailhouse 41
(Joshuu sasori: Dai-41 zakkyo-bō – 1972)
– Female Prisoner Scorpion: Beast Stable
(Joshuu sasori: Kemono-beya – 1973)
– Female Prisoner Scorpion: Grudge Song
(Joshuu sasori: 701-gō urami-bushi – 1973)

sequels and remakes:
– New Female Prisoner Scorpion: Special Cellblock X
(Shin joshuu sasori: Tokushu-bô X – 1977)
– Prisoner 701: Sasori
(Sasori – 2008)

 

#TERRIFYING GIRLS’ HIGH SCHOOL
SERIE (TOEI) IN ORDINE CRONOLOGICO:

TER

Terrifying Girls’ High School: Women’s Violent Classroom
(Kyōfu joshikōkō: bōkō rinchi kyōshitsu – 1972)
Terrifying Girls’ High School: Lynch Law Classroom
(Kyōfu joshikōkō: bōkō rinchi kyōshitsu – 1973)
– Terrifying Girls’ High School: Delinquent Convulsion Group
(Kyofu joshikôkô: Furyo monzetsu guruupu – 1973)
– Terrifying Girls’ High School: Animal Courage
(Kyofu joshikôkô: Animaru Dokyosei 1973)

 

#ZERO WOMAN
SERIE (TOEI + Shintōhō Eiga + vari) IN ORDINE CRONOLOGICO:

ZERO

Zero Woman: Red Handcuffs
(Zeroka no onna: Akai wappa – 1974)
– Zero Woman 2 AKA Zero Woman
(Zero Woman II: Keishichō 0-ka no onna – 1995)
– Zero Woman: Assassin Lovers
(Zero Woman III: Keishichō 0-ka no onna – 1996)
– Zero Woman: The Accused
(Zero Woman: Namae no nai onna – 1996)
– Zero Woman: The Hunted
(Zero Woman: Kesenai kioku – 1997)
– Zero Woman: Dangerous Game
(Zero Woman: Abunai yūgi – 1998)
– Zero Woman Returns
(Zero Woman: Saigo no shirei – 1998)
– Zero Woman 2005
(Shin Zero Woman 0-ka no onna: futatabi… – 2004)
– Zero Woman R
(Zero Woman R: Keishichou 0-ka no onna yokubou no daishou – 2007)

 

#RIKA
SERIE (TOHO) IN ORDINE CRONOLOGICO:

RIKA

– Rika: The Mixed-Blood Girl
(Konketsuji Rika – 1972)
– Rika 2: Lonely Wanderer

(Konketsuji Rika: Hitoriyuku sasuraitabi – 1973)
– Rika 3: Juvenile Lullaby
(Konketsuji Rika: Hamagure komoriuta – 1973)

 

# “HIGH SCHOOL BOSS
SERIE (DAIEI) IN ORDINE CRONOLOGICO:

BOZU

– High School Boss
(Kokosei Bancho – 1970)
– High School Boss 2: The All-Out Game
(Kokosei Bancho: botate asob – 1970)
– High School Boss 3: Midnight Broadcasting
(Kokosei Bancho: shinya hoso – 1970)
– High School Boss 4: Bad Girl Group
(Kôkôsei bancho: Zubeko seito-ha – 1970)

 

FILM SLEGATI PRODOTTI DALLA NIKKATSU:

MIKKA

– Mini-Skirt Lynchers
(Zankoku onna rinchi – 1969)
Delinquent Girl: Alleycat in Heat
(Furyô shôjo: noraneko no seishun – 1973)
– Girl Boss Documentary
(Semi-dokyumento: Sukeban yôjimbô – (1974)
– Sukeban Deka: Dirty Mary
(Sukeban deka: daati Marii – 1974)
– True Story of Sex and Violence in a Female High School
(Bankaku joshikökösei no sex to böryoku no jittai – 1973)
Bad Girl Mako
(Furyô shôjô Mako – 1971)

FILM SLEGATI PRODOTTI DALLA TOEI:

TOEI

– Three Pretty Devils
(Sanbiki no mesubachi – 1970)
Sex and Fury
(Furyō anego den: Inoshika o-Chō – 1973)
Female Yakuza Tale: Inquisition and Torture
(Yasagure anego den: sōkatsu rinchi – 1973)
Criminal Woman: Killing Melody
(Zenka onna: koroshi-bushi – 1973)
School of the Holy Beast
(Seijū gakuen – 1974)
Sailor Suit and Machine Gun
(Sērā-fuku to kikanjū – 1981)
– Bankaku Rock
(Bankaku Rokku – 1973)
– Jeans Blues: No Future
(Jinzu burusu: Asu naki furaiha – 1974)

FILM SLEGATI & DERIVATI:

PONGI

– Kamikaze Girls
(Shimotsuma Monogatari: Yanki-chan to Rorita-chan – 2004)
– Kyoko Vs Yuki
(Saikyo joshikōsē densetsu: Kyoko vs Yuki2000)
– Sukeban Boy
(Oira Sukeban – 2012)
– Roppongi Yanki War

(Roppongi Yankee Sensou – 2012)
– Ikebukuro Yankee War

(Ikebukuro Yanki Sensou – 2010)
Ikebukuro Yankee War 2: Saki Gang Rumble 2
(Ikebukuro Yanki Sensou 2 – 2011)
Flowers of the Asuka Gang
(Hana No Asuka Gumi! – 1988)
Ultra Fruits
(Hana No Asuka Gumi! Neo – 2009)
Girl Boss: Defying the Moral Code
(Onna Bancho: Jingi-yaburi – 1969)
Delinquent Boss 2: Ocho the She-Wolf
(Furyô banchô: Inoshika Ochô – 1969)
Soft-Shelled Turtle Girl Boss 
(film introvabile della Daiei – 1971)
– Sukeban Deka The Movie
(Sukeban Deka – 1987)
– Sukeban Deka II: Counter-Attack from the Kazama Sisters
(1988)
– Yo Yo Girl Cop
(Sukeban Deka: Kōdo Nēmu =  Asamiya Saki – 2006)
– White Female Cat: Exstasy at Noon
(Shiroi mesuneko: mahiru no ecstasy – 1975)

SERIE TV:

ZSUKA

– Delinquent Girl Detective (stagione 1)
(Sukeban Deka – trasmessa nel 1985)
– Delinquent Girl Detective 2 (stagione 2)
(Sukeban Deka II – trasmessa dal 1985 al 1986)
– Delinquent Girl Detective 3 (stagione 3)
(Sukeban Deka II – trasmessa dal 1986 al 1987)
– Rebellion League of Girls In Sailor Uniform
(Sailor fuku hangyaku domei – trasmesso dalla Nippon TV dal 1986 al 1987)
– Flowers of the Asuka Gang

(Hana No Asuka Gumi! – trasmesso dalla Fuji Television dall’ 11 Aprile al 26 Settembre 1988)
– Ikeburo West Gate Park
(Ikebukuro Uesuto Gēto Pāku – trasmesso da Tokyo Broadcasting System durante l’ estate 2000)
Sailor Suit and Machine Gun
(Sērā-fuku to kikanjū – trasmesso dalla TBS durante l’ inverno 2006)

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