BATTLE GIRL: THE LIVING DEAD IN TOKYO BAY

Titolo originale: Batoru gâru: Tokyo crisis wars
Traduzione titolo: Ragazza da battaglia: le guerre della Tokyo in crisi
Anno: 1991
Regista: Kazuo ‘Gaira’ Komizu
Sceneggiatura: Hitoshi Matsuyama
Cast: Katsuhiro Fukuda, Toshiya Ito, Shinobu Kandori


Violenza:


Sesso: 


Trama:

Un meteorite misterioso cade sulla baia di Tokyo, circondando la città di una cappa densa e nebulosa. Tokyo è isolata dal resto del mondo e alcuni abitanti della metropoli vengono contaminati da una sostanza aliena chiamata “cosmo-anfetamina” che trasforma i cadaveri in zombi. Un distaccamento delle forze di auto difesa del Giappone compie un atto di eversione isolandosi e servendosi della cosmo-anfetamina per potenziare in qualche modo i proprio soldati che diventano una via di mezzo tra zombi e umani. Questa divisione chiamata “Human Hunter Unit” è capitanata da un pazzo nazionalista di nome Hugioka (Kenji Ohtsuki). Keiko (Megumi Sakita), la figlia del generale Kirihara, è una combattente scielta delle forze di auto difesa e la sua missione è quella di scoprire la verità sulla “Human Hunter Unit”.

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AUDIO:  SUB: 

Sottotitoli a cura di Frank Black (Filmbrutti.com)

GALLERIA:


Recensione film:
Vero e proprio precursore della new wave gore nipponica, Battle Girl, offre un carnet completo di cervelli spappolati e vomito verde, sparatorie e colpi di arti marziali a go go. Questo film è un chiaro esempio di come un b-movie possa diventare un semi-capolavoro se girato e fotografato con buon gusto. E’ la fotografia la cosa più entusiasmante (oltre che gli effetti speciali su cui si basano questo tipo di pellicole), location ampie e sfondi fumosi non hanno certo impedito al direttore della fotografia di fare un lavoro formidabile spremendo all’ osso tutto ciò che si poteva ottenere dall’immagine, tutto in toni blu notte e metallici effetto incubo. Il regista Kazuo ‘Gaira’ Komizu si può definire il papà del gore giapponese, parla di questo film come una specie di gioco di ruolo, come di un videogame. Da qui si può immaginare il perchè Battle Girl si possa definire un horror / action (a tratti fantascentifico), contanto di scene di kung fu. Un aspetto interessante che proviene dalle parole stesse di Gaira è come si è voluta concepire la metafora dello zombi, in questo esclusivamente con una logica di entertainment. Il regista dichiara di essersi ispirato molto di più al film L’ Alieno che allo Zombi di Romero, un regista che non conosceva molto bene a dire la verità, voleva che i morti viventi fossero riconosciuti come diversi dagli umani, per questo il sangue verde.


Home video:
Daiei Motion Picture Company (vhs) Synapse Films (dvd)
Reperibilità: 


Consigliato a:
chi adora eroine che sferzano colpi di kung fu, appassionati di videogiochi, cyberpunk, zombi
Sconsigliato a: chi si aspetta un zombi movie tipo La Notte dei Morti Viventi, chi cerca trame credibili

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