CELLULOID NIGHTMARES (1999)

Titolo originale: Muzan-e: AV gyaru satsujin bideo wa sonzai shita!
Traduzione titolo: /
Anno: 1999
Regista: Daisuke Yamanouchi
Sceneggiatura: Daisuke Yamanouchi
Cast: Yûki Emoto, Naohi Hirakawa, Ken’ichi Kanbe


Violenza:

Sesso:


Trama:

Un’ attrice di film per adulti (chiamati in Giappone “AV”) scompare nel più completo mistero. Due anni dopo una piccola casa di produzione decide di girare un documentario / inchiesta su questo fatto di cronaca. La presentatrice del programma ci conduce passo passo verso una pista piena di retroscena perversi e oscuri, scoprendo così l’ esistenza di un video snuff che avrebbe come protagonista la ragazza scomparsa. Dopo alcune interviste la produzione riesce a mettere le mani sulla videocassetta, la quale verrà cortesemente messa a disposizione del pubblico.


AUDIO: SUB: 

sottotitoli a cura di Hywel (Filmbrutti.com)

GALLERIA:

Recensione film:
Durante la fine degli anni ’90 e l’ inizio di questo secolo si faceva un gran parlare di questi presunti “video snuff“, provenienti da chissà quale angolo speduto degli Stati Uniti o dalla misteriosa e lontana Asia. A riprova della morbosa curiosità che questa tematica suscitava, alcune produzioni indipendenti di quegli anni si cimentavano in esperimenti cinematografici che erano chiaramente artefatti ma la cui amatorialità e scarsa reperibilità (da qui il passaparola tipo “non l’ho visto ma mi hanno detto che si vedono cose incredibili” che creava una certa leggenda) contribuvano ad alimentare a loro volta il mistero su questi snuff movies. Gli appassionati avranno già inteso che mi riferisco a pellicole come August Underground o i primi episodi della serie Guinea Pig e non si può certo evitare di indicare come probabile film ispiratore il nipponico Evil Dead Trap di una decina di anni prima (ma per certi versi può anche ricordare pellicole come la serie Faces of Death o il rarissimo asiatico Death Women). Celluloid Nightmares può essere annoverato anch’ esso tra questo filone, ma attenzione a pensare che sia un film banalmente splatter e cruento, qui infatti si entra nel campo tutto giapponese della perversione sessuale e della pornografia in addizione a quello che ci si aspetta di vedere in un tale film. Il regista Daisuke Yamanouchi ha pensato bene di giocare con lo spettatore protraendo fino ai limiti del sopportabile tutta la prima parte del film proponendoci una lunga, morbosa e dettagliatissima indagine televisiva, provocando e stuzzicando continuamente la curiosità di chi guarda fino ad arrivare a quel magnifico stop and go prima del grandguignolesco video incriminato. Con stop and go intendo qualcosa simile alla tecnica usata per aizzare gli animali selvatici in gabbia stuzzicandoli con solamente un boccone di carne privandoli poi del pasto completo. L’ intuizione del regista è consapevolmente o inconsapevolmente filosofica: il desiderio nasce dalla privazione. Anche noi siamo prenda di una frenesia morbosa che sublimiamo solamente nel momento in cui viene premuto il tasto “play” del videoregistratore, ecco che inizia lo snuff, ma una scritta in sovraimpressione blocca tutto, ci conferisce delle informazioni di una retorica devastante, e poi il video riparte e noi eiaculiamo visivamente perchè non ne potevamo davvero più. Ma Yamanouchi non ha ancora finito di giocare con noi, e ci regala un ottimo twisted ending davvero azzeccato. Il video snuff in sè è ben realizzato e la pessima qualità dell’immagine di tutto quanto il film dona un tocco di amatoriale che rende il tutto davvero molto più credibile di quanto sembri se lo si vedesse in blue ray. Spero vivamente che nessuno riversi mai questo video in blue ray. Attenzione perchè questo film è davvero morboso e forte, non sconsiglio mai la visione di niente a nessuno, dovete guardare sempre tutto. Tuttavia non dite che non vi avevo avvertito!


Home video:
Japan Video Distribution (vhs & dvd)
Reperibilità:


Consigliato a:
chi ha bisogno di emozioni forti, chi adora vedere scolarette picchiate, bendate e maltrattate.
Sconsigliato a: quasliasi essere di genere femminile