CARVED – LA DONNA DALLA BOCCA TAGLIATA

Titolo originale: Kuchisake-onna
Traduzione titolo: La donna dalla bocca tagliata
Anno: 2007
Regista: Kôji Shiraishi
Sceneggiatura: Naoyuki Yokota, Kôji Shiraishi
Cast: Eriko Satô, Haruhiko Katô, Chiharu Kawai


Violenza:


Sesso:


Trama:

Midoryama è una piccola cittadina a sud di Tokyo, alcuni fatti di cronaca sconvolgono la tranquillità del paese. Rapimenti seriali di bambini (tutti appartenenti alla stessa scuola) scuotono la sensibilità dell’ opinione pubblica e soprattutto dei loro genitori e insegnanti. Si dice in giro che queste sparizioni siano legate agli avvistamenti di un personaggio che fin’ ora era rimasto nei confini della leggenda metropolitana, ovvero colei che viene chiamata “la donna dalla bocca tagliata”.

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Sottotitoli a cura di Hywel

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Recensione:
Premetto subito che questa pellicola non mi è piaciuta un granchè. Forse complice anche il fatto che si tratta di un direct-to-video, il film è scialbo, poco curato e vuole imitare il clima post Ju-On e Ringu inserendo filtri opachi e spenti, scegliendo come soggetto horrorifico la classica donna mostruosa con capelli lunghi e neri. La noiosa regia di Kôji Shiraishi non osa neanche per sbaglio e si limita a rientrare nello scarso budget, ma la cosa peggiore è la recitazione estremamente piatta e che almeno avrebbe salvato un plot sviluppato in maniera abbastanza casuale (SPOILER: orrenda la soluzione del protagonista maschile figlio dell’ assassina / fantasma). Ci sono poi un paio di questioni collaterali che vanno trattate se si vuole cercare di capire del tutto questo film. La prima questione da analizzare è lei: la donna con la bocca tagliata è una reale leggenda metropolitana giapponese (la kuchisake-onna) che si diffuse durante gli anni ’80 andando molto di moda in quel periodo, tant’ è che i bambini non uscivano di casa per paura di incontrare la spettrale signora. Si diceva anche che portava i bambini in una casa con il tetto rosso. E da qui il collegamento con il film che altrimenti non si spiegherebbe. Una possibile origine pittoresca di questa leggenda è legata ad una donna malata di mente che seguiva i bambini per strada in una piccola cittadina, un giorno mentre seguiva un bambino venne investita da una macchina e la sua mascella venne strappata dalla faccia come conseguenza dall’ impatto. Qualcosa che si nasconde dietro al film è forse un tentativo di parlare della violenza sui minori subita da parte dei genitori (a tal proposito ne verrebbe coinvolta in prima persona anche la protagonista). Aspetto che rappresenta la chiave fondamentale della sceneggiatura, ma purtroppo, essendo sviluppato in maniera molto superficiale, rimane una specie di sottofondo visivo, come se fosse parte della scenografia anzichè della sceneggiatura. Probabilmente si è preferito traumatizzare il pubblico con effetti speciali che con il vero e proprio orrore dei maltrattamenti di bambini. Consiglio questo film unicamente a coloro che sono sfegatati di horror asiatico e non si possono perdere una pellicola del genere, altrimenti buttatevi su altro.


Home video:
Ace Deuce Entertainment (DVD) Splendid Film (DVD) Tartan Video (DVD) Tornado Film (DVD)
Reperibilità: 


Consigliato a:
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